6 Ottobre 2017

A Modena grandi classici del balletto per un’indagine sulla fisicità

Nella sua rilettura di questi due classici del Novecento, Petrillo li estrapola dalla loro collocazione storica, inserendoli nel flusso temporale caotico contemporaneo. «Quella in cui viviamo è una “Mauvaise Époque” – spiega – nella quale tutto confluisce, tutto è espressione di caos, non ci sono limiti alle forme espressive, non ci sono etichette. E questo non sempre è un bene».
Il coreografo estremizza e potenzia il repertorio classico attraverso la sua personale visione che passa attraverso lo studio dettagliato della potenza, della poetica e dell’espressività del corpo maschile oltrepassando il concetto di sessualità e di carnalità del corpo stesso.
Esprimere la propria arte è per Petrillo una necessità fisica, una necessità che non può prescindere dall’indipendenza e dalla libertà e, perché no, dall’ironia.

Maria Vittoria Melchioni

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Rassegna Stampa