La pelle del popolo nudo

La pelle del popolo nudo

La pelle del popolo nudo

Liberamente ispirato a “Storia dell’EVIS” di Michele Papa

Coreografia e regia: Loris Petrillo
Musiche: musiche originali di Loris Petrillo, musica popolare
Costumi: Anna Pappalardo
Testi: Massimiliano Burini
Disegno luci: Loris Petrillo
Interpreti: Massimiliano Burini, Rosanna Cannito, Rosa Merlino,
Giuseppe Muscarello, Loris Petrillo

Quando senti parlare della Sicilia ne senti parlare come di un miraggio, una visione, un mito: montagne che sputano fuoco, terra che dà frutti di una bellezza indescrivibile, il mare, le donne, gli uomini. Quando devi raccontare la storia di una terra e del suo popolo, ti sale dentro una sensazione strana..parte dalla pancia e comincia ad invadere il corpo. Il corpo è infatti il mezzo dal quale questo spettacolo cerca di far emergere il racconto storico di uno dei movimenti più importanti della storia italiana e della storia della Sicilia. L’ Evis o Esercito Volontario Indipendentista Siciliano nasce quando l’orgoglio di un popolo ferito da secoli di dominazioni si trova per la prima volta con la possibilità di lottare per la libertà.
Le vicende politiche, militari e popolari di questo movimento sono nascoste tra le righe della storia italiana del secondo dopoguerra, ma racchiudono in sé una delle pagine più emozionanti del popolo siciliano. Saranno narrati alcuni dei momenti più salienti di questa vicenda, come l’aggressione insensata dell’esercito regolare Italiano ai danni di donne e bambini affamati che a Palermo chiedevano il pane dopo la liberazione dal Fascismo, casus belli che diede inizio al movimento separatista.

La narrazione scenica scorre poi attraverso la vita degli uomini nei campi di addestramento e nella battaglia non combattuta di Sambuchello, uno dei misteri storici di questo movimento che causò poi una serie di eventi tragici come la morte del capitano Canepa, leader del movimento.Attraverso uno stile narrativo che non manca di ironia e gioco, lo spettacolo racconta  la vita e le battaglie di un manipolo di giovani che tentarono un’impresa epica, combattendo contro tutti per la libertà, uno spettacolo che tenta di coprire con le vesti della memoria la pelle ormai lacera di un popolo nudo, privato della  terra e della sua identità fin dall’inizio dei tempi. Uno spettacolo dove il suono, la parola e il movimento si fondono, ritrovando  il seme di quei giorni, rendendo il corpo memoria visiva della storia che fu.

La narrazione scenica scorre poi attraverso la vita degli uomini nei campi di addestramento e nella battaglia non combattuta di Sambuchello, uno dei misteri storici di questo movimento che causò poi una serie di eventi tragici come la morte del capitano Canepa, leader del movimento.Attraverso uno stile narrativo che non manca di ironia e gioco, lo spettacolo racconta  la vita e le battaglie di un manipolo di giovani che tentarono un’impresa epica, combattendo contro tutti per la libertà, uno spettacolo che tenta di coprire con le vesti della memoria la pelle ormai lacera di un popolo nudo, privato della  terra e della sua identità fin dall’inizio dei tempi. Uno spettacolo dove il suono, la parola e il movimento si fondono, ritrovando  il seme di quei giorni, rendendo il corpo memoria visiva della storia che fu.