One plus one equals one

One plus one equals one

Coreografie e regia: Loris Petrillo
Musica ed elettronica live: Pino Basile
Disegno luci: Loris Petrillo
Costumi: Pappalardo
Interpreti: Pino Basile, Massimiliano Burini, Bastien Cambon, Rosanna Cannito, Nicola Cisternino, Maria Stella Pitarresi, Paula Romero Raga
Durata: 60 min. ca.

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Una coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Moderna/MDA Produzioni Danza/Compagnia Petrillo Danza
In collaborazione con Scenario Pubblico – International Choreographic Centre Sicily e Danzarte

MDA / COMPAGNIA PETRILLO DANZA

L’idea trae origine dalla visione di una scena particolare del film Nostalghia di Andrej Tarkowskj, nella quale uno dei personaggi, Domenico il “matto”, versandosi due gocce d´olio nella mano spiega così la scritta 1+1=1 sulla parete della sua casa: una goccia più una goccia fanno una goccia più grande e non due.
Questa strana ma particolare osservazione ha spinto Loris Petrillo a sperimentare questo postulato apparentemente assurdo in relazione alla danza, partendo dall’osservazione del corpo del danzatore come strumento sonoro e della  relazione che lega il danzatore stesso allo spazio vuoto.  Ne consegue un rapporto consequenziale tra spazio, corpo e suono, all’interno del quale essi si contaminano e si indagano a vicenda. Ogni corpo, infatti, per mezzo di una tecnologia applicata ad esso produce un suono. Tramite l’esplorazione delle capacità mobili del proprio corpo e l’utilizzo di questa tecnologia, il danzatore può così trasformare il proprio corpo in uno strumento musico-visivo. La relazione tra suono e corpo viene poi amplificata dalla relazione tra il corpo sonoro e lo spazio, così che le singole unità fisico-acustiche diventano un unico strumento nello spazio visivo producendo una più complessa e articolata composizione sonora.

La domanda che questa sperimentazione porta con sé è:

“E’ il corpo a produrre un suono o è il suono a produrre un movimento? E’ lo spazio a condizionare il movimento? E’ lo spazio a modificare il suono?”

Il suono è dentro, protetto dal corpo, e così si muove attorno all’ascoltatore. Il teatro inteso come luogo fisico è superficie che avvolge e si modella su un vuoto scosso dal mutamento, è pellicola che si altera rispetto al movimento del suonoche lo abita, come la pelle di un Danzatore.
Grazie allo studio di questa formula matematica, Loris Petrillo muove ulteriori passi in direzione di una ricerca sempre più pura della danza e del movimento attorno ad uno spazio sonoro. Lo spettacolo che ne deriva è il risultato di un viaggio attraverso la tecnologia applicata ai corpi e la conseguenza che essa produce.

Il suono è dentro, protetto dal corpo, e così si muove attorno all’ascoltatore. Il teatro inteso come luogo fisico è superficie che avvolge e si modella su un vuoto scosso dal mutamento, è pellicola che si altera rispetto al movimento del suonoche lo abita, come la pelle di un Danzatore.
Grazie allo studio di questa formula matematica, Loris Petrillo muove ulteriori passi in direzione di una ricerca sempre più pura della danza e del movimento attorno ad uno spazio sonoro. Lo spettacolo che ne deriva è il risultato di un viaggio attraverso la tecnologia applicata ai corpi e la conseguenza che essa produce.

Il suono è dentro, protetto dal corpo, e così si muove attorno all’ascoltatore. Il teatro inteso come luogo fisico è superficie che avvolge e si modella su un vuoto scosso dal mutamento, è pellicola che si altera rispetto al movimento del suono che lo abita, come la pelle di un Danzatore.

Grazie allo studio di questa formula matematica, Loris Petrillo muove ulteriori passi in direzione di una ricerca sempre più pura della danza e del movimento attorno ad uno spazio sonoro. Lo spettacolo che ne deriva è il risultato di un viaggio attraverso la tecnologia applicata ai corpi e la conseguenza che essa produce.

Sempre impegnato nello studio della relazione che lega la mente pensante al corpo danzante, dopo “Il cece nel secchio”, trattato sulla follia e la normalità, “La pelle del popolo nudo”, uno squarcio dell’eroica vicenda degli indipendentisti siciliani e “M.carnedellamiacarne”, intensa e carnale riflessione sul complesso personaggio di Medea, Loris Petrillo indirizza il suo nuovo lavoro sulla pura sperimentazione. Abbandona per un attimo il carattere più riflessivo della sua danza – finora impegnata, per esigenza e prerogativa dello stesso Petrillo, in una denuncia sociale, culturale e politica – e, in forma di ricerca sperimentale, fa convergere sulla medesima piattaforma suono, movimento e matematica nella loro relazione più concreta.

RICERCA SPERIMENTALE SUL RAPPORTO

SUONO / MOVIMENTO / MATEMATICA

RICERCA SPERIMENTALE SUL RAPPORTO

SUONO / MOVIMENTO / MATEMATICA

Sempre impegnato nello studio della relazione che lega la mente pensante al corpo danzante, dopo “Il cece nel secchio”, trattato sulla follia e la normalità, “La pelle del popolo nudo”, uno squarcio dell’eroica vicenda degli indipendentisti siciliani e “M.carnedellamiacarne”, intensa e carnale riflessione sul complesso personaggio di Medea, Loris Petrillo indirizza il suo nuovo lavoro sulla pura sperimentazione. Abbandona per un attimo il carattere più riflessivo della sua danza – finora impegnata, per esigenza e prerogativa dello stesso Petrillo, in una denuncia sociale, culturale e politica – e, in forma di ricerca sperimentale, fa convergere sulla medesima piattaforma suono, movimento e matematica nella loro relazione più concreta.

SUONO

Un armonioso ensemble di ritmi percussivi emerge dall’uso in scena di strumenti – non strumenti che includono percussioni in senso stretto (poche e di tradizione effimera), oggetti di riciclo costruiti in corso d’opera, corpi sonori in movimento amplificati da microfoni e sensori piezoelettrici sparsi per la scena, il tutto rigorosamente dal vivo o registrato esclusivamente in tempo reale attraverso generatori analogici di loop.

MOVIMENTO

I corpi in movimento, con l’armoniosità di alcuni, l’alta atleticità dei più circensi e la spiccata teatralità di altri, determinano la drammaturgia visiva dello spettacolo. Si susseguono infatti scene ora dal carattere clownesco, ora di forte tensione, ora dal ritmo vivace ed estremamente fisico.

MATEMATICA

Il linguaggio che fa però da padrone all’intera opera e che relaziona nel senso più concreto gli elementi suono e movimento è il linguaggio matematico costituito dalla macchina dei numeri, perché così come da un numero si può generare una serie infinita e casuale di combinazioni e teoremi che regolano il nostro sapere, allo stesso modo un gesto o un suono possono creare infinite e casuali combinazioni, geometrie e composizioni che regolano il mondo visivo e percettivo.
Fonte di ispirazione è il Solkattu, antico e raffinato sistema matematico di gestione ritmico-vocale d’origine indiana (Karnataka), che, di tradizione molto più antica rispetto al sistema musicale occidentale, associa direttamente i numeri ad avvenimenti sonori e ritmici.
Uno spettacolo dunque che si presenta come una partitura di immagini, nella quale i suoni sono movimento, i corpi sono musica e la matematica è ritmicità, il tutto racchiuso in uno spazio comune che è la scatola-palcoscenico.