Powder

Powder

17-18 febbraio 2018 – Scenario Pubblico – Catania
4 luglio 2018 – Orizzonti Verticali Festival – San Gimignano

Creazione per 3 interpreti
Regia e coreografia Loris Petrillo
Con Loris Petrillo, Yoris Petrillo, Luca Zanni
Produzione Twain 2018
con il sostegno di MiBact e Regione Lazio
in collaborazione con Scenario Pubblico/CZD – Centro Nazionale di Produzione Danza / Orizzonti Verticali Festival/Fabbrica Europa – San Gimignano
in residenza Scenario Pubblico – Catania, Centro d’Arte e Cultura – Città di Ladispoli

Il progetto vede il ritorno in scena di Loris Petrillo insieme ai due danzatori Yoris Petrillo e Luca Zanni.

La premessa

Cosa si intende quando si parla di Polvere?

La Polvere, per esteso, è un complesso di minutissime particelle di terra secca, sollevato dal vento e depositato ovunque. Nel suo moto dinamico, crea nuvoli e vortici; si alza, si solleva, può essere gettata, accumulata, mischiata.
Ma la Polvere viene anche associata alla tradizione dell’uomo, al suo spirito, alla sua essenza, è segno di lutto cospargersi il capo di Polvere.

In senso più figurativo essa indica il tempo che passa, riporta all’abbandono, all’oblio.
Ogni cosa si trasforma in Polvere: le montagne diventano deserti, gli uomini diventano Polvere.
Circonda il nostro spazio vitale, si deposita, resta in sospensione.
Siamo fatti di Polvere:
quia pulvis es
et in pulverem reverteris
poiché Polvere sei e Polvere ritornerai.

Lato A > il processo creativo

Con il percorso intrapreso nella produzione 2011/12 One plus One equals One, Loris Petrillo ha indagato lo spazio in relazione al suono. Questo assunto lo ha portato a verificare come il corpo, similmente al suono, reagisca a uno stimolo e allo spazio in cui esso viene provocato.
Ma il corpo non è altro che un “cumulo di Polvere”, atomi di materia compressa che resiste al disperdersi nello spazio grazie alla sua densità e alla forza di attrazione.
Cosa accade dunque alla materia-corpo quando viene spinta, lanciata, mischiata? Come si relaziona con la Polvere che la circonda? Come reagisce alla Polvere di cui è composta? Può il corpo assumere forme diverse in relazione alla sua sostanza e allo spazio?
Lo spettacolo “Powder/Polvere”, sulla base di quanto già esplorato con “One plus one equals one”, amplia lo studio delle dinamiche fisiche che condizionano il movimento del corpo, più specificatamente del corpo-polvere; il corpo diventa perciò mezzo e luogo di indagine che, messo in relazione con l’elemento, ne evoca il significante, il senso.

Il corpo-polvere si muove, si scompone e dà inizio a un movimento dinamico, lottando con le forze di cui è composto; elabora traiettorie dove la danza diventa gesto tecnico, prestazione, immagine e poesia.

Lato B > il compimento

Con le ultime due produzioni Van Gogh e Don Quijote, Loris Petrillo ha proiettato la sua indagine su una tematica sociale: il disagio derivato da scelte di vita e modalità di pensiero non conformi ai dettami della società. Sia Van Gogh sia Don Quijote sono uomini soli, o meglio lasciati soli, abbandonati al loro folle delirio che cerca e propone una vita diversa, più umana.  Ma poiché niente può costruirsi se non condiviso, compartecipato, il loro intento si trasmuta presto in scherzo della mente e, agli occhi del resto del mondo, in incomprensibile disagio psichico da arginare, per salvaguardare la sopravvivenza della società e dei suoi codici di comportamento. Così, in continuità con le ultime due creazioni, Loris Petrillo conclude il proprio personale dialogo con la solitudine con l’ultima creazione “Powder/Polvere” che ne è insieme prosecuzione e fine.

La polvere si profila allora come quella dei colori di un Van Gogh che ha smesso di dipingere, quella della terra di un Don Quijote che ha smesso di combattere.
L.Petrillo mette dunque un punto lì dove non è possibile trarre soluzione, affrontando da una prospettiva esterna la tematica dell’uomo costretto per sua natura a condurre una battaglia solitaria in nome delle leggi inscritte nell’universo, avversate costantemente da leggi sociali che ne impediscono il compimento. In un’ottica volutamente maschile, che ignora, anzi volutamente va contro i tempi che sembrano obbligare un confronto con il femminino, Loris Petrillo si propone di affermare che anche all’uomo è necessaria una presa di coscienza che, prima ancora dell’incontro con l’essere femminile, abbia a costituirsi come coscienza della propria identità, in questo tempo già così frammentata. Se il Van Gogh è un io diviso, il Don Quijote un io volitivo, l’assenza di una caratterizzazione in Powder/Polvere apre le porte a un io possibile.
Lo scenario è apocalittico. Non personaggi riconoscibili, ma tre figure che si muovono all’interno di uno spazio vuoto, spoglio da ogni pretesa di soggettività.
Così, da una necessaria riconquista del nulla a cui apparteniamo, della polvere da cui siamo nati e che torneremo ad essere, Loris Petrillo trae il suo disegno coreografico e inserisce se stesso nel gioco, prendendo atto in prima persona della polvere che come il tempo di cui è simbolo divora ogni spazio che le è concesso; cionondimeno se ne riappropria, nell’ottica di chi, abbandonato ogni tentativo di incontro con l’altro (o è l’altro che già assente rifiuta l’incontro), s’appresta a riconciliarsi con le proprie memorie, liberandosene infine in un vortice di bellezza.