5 Ottobre 2017

Don Qujote, o dell’essenza della danza

L’aver scelto di costruire una coreografia entro i limiti esatti di una storia molto conosciuta, non limita la creatività dell’artista ma anzi ne esalta la capacità di espandere dall’interno le possibilità simboliche.
(…) sembra che il coreografo voglia provare a portare la sua danza, il suo linguaggio coreografico, il suo stesso spettacolo nelle vaste terre del comico. Terre che Petrillo scopre facilmente nel testo di Cervantes in tutta la loro fertilissima consistenza e che restituisce nella loro straordinaria bellezza.
(…) Ma come è noto, e come del resto lo stesso Petrillo sembra aver chiaro, la comicità è parente stretta della rivolta politica e dell’utopia ed ecco che all’interno di questa stessa linea di sviluppo s’innesta un serrato confronto verbale con la realtà contemporanea

di Paolo Randazzo

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Rassegna Stampa